
Ritorno a scrivere dopo tanti anni. Ho capito che si tratta del miglior modo per fare ordine nella mia mente.
In questi 5 anni sono accadute tante cose, ma oggi voglio soffermarmi su un tema che condiziona la mia vita: i sogni degli altri.
La terapia mi sta aiutando a scavare a fondo come non era mai successo prima. Ho immaginato di conoscere me stesso e che mi mancassero solo gli strumenti per affrontare la quotidianità, ma non è così: sto affrontando la dipendenza affettiva. Ho realizzato che nella mia mente prende forma un’idea sbagliata delle persone che entrano nella mia vita; affido loro ruoli che non dovrebbero assumere. Diventano punti di riferimento, oggetti del desiderio, bussole, futuro. Idealizzo a tal punto da rendere la loro esistenza imprescindibile nella mia.
Entro in sintonia con una persona e la voglio possedere, voglio far parte della sua vita fantastica e abbracciare i suoi progetti.
Delle domande mi affollano la mente: chi sono? Cosa voglio? Cosa desidero? Le risposte non arrivano, e questo silenzio diventa assordante.
Sembra di essere tornati indietro, ma non è così. Sono consapevole delle difficoltà di un percorso terapeutico. Dopo la rinascita e l’euforia della presa di coscienza, affronto con difficoltà le armature costruite dalle insicurezze.
Nella sopravvivenza, tutto ciò che non reca problemi è accettabile, ma sento che c’è di più. Vanno bene tutte le proposte altrui; troppo spesso accoglievo le idee degli altri, perdendo di vista le mie aspirazioni.
Dopo il risveglio, comprendo la portata del tempo trascorso da survivor a schivare problemi: un percorso codardo che allontana dalla vera essenza.
Ma ora non voglio più sopravvivere.
Desidero trarre soddisfazione dal momento e imparare a essere presente e consapevole. Non chiedermi quanto sia utile la scrittura, ma quanto faccia bene. Non pensare al traguardo finale, ma scrivere per il piacere di farlo.
Ogni parola è una pietra miliare nel mio percorso, un passo verso la libertà.
Ho bisogno di ripartire da qui, comprendere cosa mi piace senza soffermarmi ai desideri degli altri.
Faccio i conti con gli anni che passano, con le esperienze e con le lezioni apprese, rendendomi conto che ogni giorno è un’opportunità per riscrivere la mia storia e dare forma a un futuro che desidero.
